{"id":83,"date":"2011-05-27T14:02:29","date_gmt":"2011-05-27T14:02:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paolaspeziale.it\/wp\/?p=83"},"modified":"2020-11-20T16:55:13","modified_gmt":"2020-11-20T16:55:13","slug":"i-fantasmi-nella-stanza-dei-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paolaspeziale.it\/?p=83","title":{"rendered":"I FANTASMI NELLA STANZA DEI BAMBINI"},"content":{"rendered":"<p>Intervento al convegno LA DIFFERENZA \u00c8 DONNA, Pesaro, 26 maggio 2011.<\/p>\n<p><strong>Un approccio psicoanalitico ai problemi posti da relazioni disturbate madre-bambino. (Selma Fraiberg Il sostegno allo sviluppo).<\/strong><\/p>\n<p>Il problema della violenza in famiglia sui minori \u00e8 un tema che torna, pi\u00f9 o meno regolarmente, all\u2019attenzione della cronaca, lasciandoci, spesso, sconvolti.<br \/>\nE poich\u00e8 le notizie di cronaca si limitano al racconto dei fatti o al massimo accennano a descrivere sofferenze individuali circoscritte al momento, penso sia utile qualche riflessione sulla complessit\u00e0 di questi fenomeni.<br \/>\nPerch\u00e9 certi fatti accadono? Come possono stravolgere le vite di molte persone, come riescono a incatenare tra loro pi\u00f9 generazioni? Ecco, oggi cercheremo di capirlo, insieme.<br \/>\nCercheremo di comprendere come una madre, sua figlia e suo nipote, possano essere legati in una spirale perversa di dolore. Si tratta di una relazione madre-figlio gravemente disturbata.<br \/>\nE\u2019 questa la storia del caso clinico che ora vi presento, pubblicato da Selma Fraiberg nel libro \u201cIl sostegno allo sviluppo\u201d, uscito in Italia 1999, nel capitolo \u201cI fantasmi nella stanza dei bambini\u201d: ci parla di Greg e di sua madre Annie, e illustra con chiarezza come sia purtroppo possibile trasmettere\/trasporre al proprio figlio ci\u00f2 che si \u00e8 subito nell\u2019infanzia.<br \/>\nGreg \u00e8 un neonato di 3 mesi; ha una madre adolescente di 16 anni che si rifiuta di prendersi cura di lui, evita il contatto fisico con il figlio, lo trascura, spesso si dimentica di comprargli il latte e lo nutre con alghe e tisane liofilizzate. Annie \u00e8 una ragazza depressa, che alterna momenti depressivi con momenti di rabbia accesa.<br \/>\nLa famiglia di Annie viene da un passato di promiscuit\u00e0 (la madre di Annie ha avuto 6 figli da 4 padri diversi). Abbandono, abusi infantili, trascuratezza, abbandono scolastico.<br \/>\nAnnie rappresenta la terza generazione di madri che hanno abbandonato, effettivamente o psicologicamente, il proprio bambino.<br \/>\nOgni volta che il piccolo richiede attenzione, la madre si rivolge al marito, 19enne, affinch\u00e9 si prenda cura di lui.<br \/>\nDa piccola &#8211; racconta Annie &#8211; si doveva occupare della sorellina minore, a 9 anni era responsabile delle pulizie della casa, della cucina e delle cure degli altri fratelli.<br \/>\nLa madre di Annie abbandonava periodicamente la famiglia, il padre era morto quando Annie aveva 5 anni e il suo patrigno, alcolizzato (e forse psicotico) la picchiava duramente con un legno per banali disubbidienze.<br \/>\nPerch\u00e9 Annie evita di toccare il suo bambino? Perch\u00e9 evita di rispondere al pianto del suo bambino?<br \/>\nAnnie ha tanta paura di avvicinarsi a suo figlio, perch\u00e9 teme che gli impulsi sadici e distruttivi la portino concretamente a picchiarlo e ucciderlo. Naturalmente, di tutto questo la ragazza non \u00e8 consapevole, e quindi il bambino non \u00e8 affatto al sicuro.<br \/>\nIn Greg si sono osservate due forme difensive, in momenti evolutivi diversi, rapportati al modificarsi della situazione esterna, che poi \u00e8 la relazione con la madre.<br \/>\nLa prima forma difensiva si \u00e8 manifestata a 3 mesi e mezzo: l\u2019evitamento. Osservando la relazione madre\/bambino, La Fraiberg ha considerato questa difesa come patologica.<br \/>\nPerch\u00e9?<br \/>\nL\u2019evitamento \u00e8 una forma di difesa che pu\u00f2 essere riscontrata in tutti i bambini, inclusi quelli normali. Una ricerca condotta nel 1978 da Mary Ainsworth aveva colto una marcata tendenza all\u2019evitamento nelle osservazioni fatte sui bambini.<br \/>\nLa Fraiberg riprende questo studio e vi legge un indicatore precoce di disturbo nella relazione madre-bambino. In base alle sue osservazioni (Fraiberg) il completo o quasi completo evitamento di Greg nei confronti della madre rappresentava una modalit\u00e0 di difesa che aveva preso una svolta patologica.<br \/>\nGreg evita la madre: non la guarda, non le rivolge sorrisi, n\u00e9 tantomeno vocalizzi, non gira la testa verso di lei, non la cerca mai attivamente, neanche quando \u00e8 angosciato; anzi, la evita. Come se vista e udito non funzionassero, n\u00e9 nella madre, n\u00e9 nel figlio.<br \/>\nInvece, dalle osservazioni fatte quando \u00e8 presente il padre, si \u00e8 visto che il piccolo a lui rivolge sguardi, sorrisi e vocalizzi di piacere.<br \/>\nDunque, l\u2019evitamento di Greg aveva uno scopo: proteggersi da un dolore. Il bambino percepiva la madre come uno stimolo negativo e, quindi, si difendeva per evitare di vivere un affetto doloroso: l\u2019angoscia.<br \/>\nMa che cosa succede quando il bambino si trova in una situazione di estremo bisogno o di dolore interno e non c\u2019\u00e8 nessuno, oltre alla madre, a poterlo aiutare?<br \/>\nSi pu\u00f2 immaginare che il piccolo cada in uno stato di impotenza e di disorganizzazione, per cui inizia a piangere e urlare, muovendo disperatamente le braccia e le gambe con movimenti estremi, terminando in uno stato di spossatezza. E\u2019 come urlare nel deserto, per cos\u00ec dire, visto che non viene offerto nessun conforto al bambino, e che lui stesso non cerca nessun conforto.<br \/>\nStiamo ipotizzando che Greg abbia sperimentato un\u2019angoscia di tale intensit\u00e0, che il dolore ha raggiunto limiti intollerabili.<br \/>\nPer il loro modo di pensare, nella famiglia di Annie, e anche in quella di suo marito, persino un neonato di pochi mesi viene ritenuto maligno, vendicativo, astuto. Se piange \u00e8 dispettoso. Se insiste,\u00e8 ribelle. Se rifiuta di essere compiacente,\u00e8 viziato. Se non pu\u00f2 essere consolato, sta solo provando a esasperare qualcuno, oppure finge, visto che ha smesso di piangere.<br \/>\nAnnie ricordava tutto della sua infanzia e delle esperienze di abuso infantile, ma ci\u00f2 che non ricordava era la propria sofferenza; questa era stata completamente rimossa.<br \/>\nNel percorso psicoterapeutico, esprimere i vissuti emotivi rimossi contribuisce a diminuire la probabilit\u00e0 del cosiddetto \u201cpassaggio all\u2019atto\u201d, cio\u00e8 &#8211; in questo caso &#8211; il comportamento nocivo di Annie verso il figlio.<br \/>\nE\u2019 questo processo che consente a eliminare il rischio di abuso. Questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto.<br \/>\nPer Annie \u00e8 stato molto importante poter esprimere la propria rabbia insieme ad altri sentimenti negativi, come paura, tristezza e senso di abbandono, perch\u00e9 questo le ha consentito di avvicinarsi a suo figlio, di poterlo abbracciare e confortare.<br \/>\nL\u2019amore che, finalmente, Annie ha sentito per suo figlio, le ha consentito di identificarsi con lui e non pi\u00f9 con gli aggressori della sua infanzia (madre). Ci\u00f2 ha protetto il piccolo dall\u2019abuso che la stessa madre aveva subito. Annie arriver\u00e0 a questa consapevolezza a piccoli passi.<br \/>\nAlla fine del primo anno di trattamento sulla madre, Greg mostra segni di progresso nello sviluppo e un buon attaccamento a sua madre; era come rifiorito, l\u2019evitamento era scomparso.<br \/>\n\u00f9Ma poich\u00e9 il fantasma pi\u00f9 ostinato, cio\u00e8 l\u2019identificazione con l\u2019aggressore, \u00e8 il pi\u00f9 difficile da scardinare in Annie, la ragazza non riesce a controllare impulsi rabbiosi, caratterizzati da una strana voce stridula e minacciosa.<br \/>\nIl bambino, intorno a 16 mesi, acquisisce una difesa contro l\u2019angoscia suscitata dalla rabbia della madre (questa \u00e8 la seconda modalit\u00e0 difensiva mostrata da Greg).<br \/>\nGreg reagisce alla voce stridula e minacciosa della madre con un sorriso svagato. E\u2019 lo stesso bambino che qualche settimana prima piangeva di paura al suono di quella stessa voce. Gli attacchi di collera di Annie sopraggiungono all\u2019improvviso, e la sua voce cambia da un momento all\u2019altro, diventando stridula, acuta, penetrante, tanto da sembrare di qualcun altro.<br \/>\nMa Annie non ne \u00e8 consapevole.<br \/>\nUn giorno, mentre la psicologa assiste a questo cambiamento di voce, le dice: \u201dA volte, Annie, le parole e i suoni che escono dalla tua bocca non sembrano neppure i tuoi\u201d. Annie risponde: \u201dLo so, sembrano proprio di mia madre. Mia madre mi spaventava molto, quando ero piccola.\u201d<br \/>\nLa risata nervosa utilizzata da Greg era stata quella che la stessa Annie aveva adottato durante la sua infanzia. Quando il patrigno la picchiava, all\u2019inizio lei piangeva, sperando che lui smettesse. Poi, in seguito, Annie si metteva a ridere. In questo modo le botte facevano meno male, non la colpivano pi\u00f9. Il patrigno la picchiava finch\u00e9 il legno non si spezzava.<br \/>\nIl fenomeno \u00e8 noto come \u201cTrasformazione Affettiva\u201d: gli affetti dolorosi (la paura) si trasformano in affetti di piacere (la risata).<br \/>\nQuando Annie ne diviene consapevole, grazie al percorso terapeutico, la voce stridula si attenua, cos\u00ec come gli atteggiamenti bruschi. Nel momento in cui Greg pu\u00f2 sperimentare sua madre in un clima diverso, la sua paura verso la madre, cos\u00ec come la risata nervosa utilizzata come difesa contro l\u2019angoscia, scompaiono.<br \/>\nE\u2019 dunque grazie al percorso terapeutico che Annie ha potuto riconoscere ed esprimere i propri sentimenti negativi. Ci\u00f2 le ha permesso di avvicinarsi a suo figlio, mentre prima aveva avuto paura di farlo perch\u00e9 temeva di picchiarlo, se non ucciderlo.<br \/>\nA questo proposito voglio citarvi una ricerca significativa di Lisa Berlin della Duke University del Nord Carolina, pubblicata 2009 in collaborazione con altri cinque atenei: uno studio longitudinale fatto su bambini di diverse et\u00e0, etnia, sesso, livello sociale, istruzione.<br \/>\nSi \u00e8 voluto indagare sulle ripercussioni psicoevolutive che ci possono essere sui bambini che vengono picchiati.<br \/>\nE\u2019 emerso che i bambini in queste condizioni presentano numerosi problemi psicologici. Infatti, sembra che essi rispondano in maniera aggressiva a situazioni molto diverse tra loro e pi\u00f9 frequentemente di bambini non picchiati. Non dimostrano nessun comportamento di conforto verso gli altri bambini, al contrario, essi intervengono in modo aggressivo e attaccano il bimbo che si trova gi\u00e0 in una situazione di difficolt\u00e0. Inoltre, presentano un ritardo nello sviluppo mentale. Questi bimbi hanno ottenuto risultati peggiori nei test di misurazione delle capacit\u00e0 cognitive, e da adulti, dimostrano un rischio maggiore di sviluppare comportamenti antisociali.<br \/>\nOggi sappiamo anche che chi ha subito un abuso potrebbe diventare a sua volta una persona che abusa. Guardate Annie: avrebbe potuto far del male al figlio.<br \/>\nE\u2019 una realt\u00e0 molto preoccupante.<br \/>\nMa la storia del piccolo Greg e di sua madre Annie ci conforta: se c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di riportare a galla i vissuti affettivi rimossi diventandone consapevoli, ci sono buone possibilit\u00e0 di evitare di trasformarsi in persone che abusano di altri. C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di spezzare la catena transgenerazionale e di fermare il ciclo della sofferenza e del dolore.<br \/>\nIl rapporto tra questa madre e il suo bambino \u00e8 cambiato radicalmente, in meglio; Annie \u00e8 diventata una buona madre per suo figlio.<br \/>\nDi questo \u00e8 bene che tutti assumiamo piena consapevolezza: a cominciare dalle famiglie, dalla scuola, dagli operatori sociali, per arrivare, ovviamente, alle Istituzioni.<br \/>\nIl percorso terapeutico, finalizzato a far riemergere gli affetti rimossi, \u00e8 un potente strumento nella prevenzione degli abusi.<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><br \/>\nAinsworth M.D.S., Blehar M.C., Waters E., Wall S., Patterns of attachment: a psychological study on the strange situation, 1978;<br \/>\nBriggs P., Never in anger, 1975<br \/>\nFraiberg S., Il Sostegno allo sviluppo, 1999 Raffaello Cortina;<br \/>\nLiedloff Jean &#8211; Il Concetto del Continnum, ritrovare il ben-essere perduto; Edizioni la Meridiana 1994;<br \/>\nStettbacher J. Konrad &#8211; Perch\u00e9 la sofferenza, il salutare incontro con la propria storia personale; Garzanti, 1991;<br \/>\nMiller Alice &#8211; La persecuzione del bambino, le radici della violenza; Bollati Boringhieri,1987;<br \/>\nWinnicott Donald W. &#8211; Sviluppo affettivo e ambiente; Armando editori, 1970.<br \/>\nR. Spitz, Il primo anno di vita del bambino. Genesi delle prime relazioni oggettuali, Giunti-Barbera, Firenze, 1972, pagg. 29-31<br \/>\nJohn Bowlby Costruzione e rottura dei legami affettivi; Cortina<br \/>\nRicerca sull\u2019aggressivit\u00e0 sui bambini: Centre for Child and Family Policy Development, Lisa Berlin, Duke University del North Carolina, pubblicata Child Development 2009<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-87 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.paolaspeziale.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/03_invito_26_maggio_lato_a-286x300.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.paolaspeziale.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/03_invito_26_maggio_lato_a-286x300.jpg 286w, https:\/\/www.paolaspeziale.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/03_invito_26_maggio_lato_a-768x805.jpg 768w, https:\/\/www.paolaspeziale.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/03_invito_26_maggio_lato_a.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.paolaspeziale.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/02_invito_26_maggio_lato_b-286x300.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.paolaspeziale.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/02_invito_26_maggio_lato_b-286x300.jpg 286w, https:\/\/www.paolaspeziale.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/02_invito_26_maggio_lato_b-768x805.jpg 768w, https:\/\/www.paolaspeziale.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/02_invito_26_maggio_lato_b.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento al convegno LA DIFFERENZA \u00c8 DONNA, Pesaro, 26 maggio 2011. 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